PREMIO "Tommaso Fedra Inghirami"
Ombra della sera alla carriera MASSIMO RANIERI
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PREMIO "Jarro Giulio Piccini"
Ombra della Sera al giornalismo
MAURIZIO GIAMMUSSO
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PREMIO "Giovan Cosimo Villifranchi"
Ombra della Sera alla drammaturgia
VALERIA MORETTI
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PREMIO “In Scena”
Ombra della Sera al miglior spettacolo dell'anno
PICASSO, REGIA
ANTONIO CALENDA CON GIORGIO ALBERTAZZI, MARTHA GRAHAM DANCE COMPANY
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PREMIO "Bruno Landi"
Ombra della Sera per la lirica
ROBERTO SERVILE
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PREMIO "Franco Porretti"
Ombra della Sera al volterrano illustre
ALESSANDRO FINAZZO
- FINAZ
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L'Ombra della Sera 2010:
PREMIO "Tommaso Fedra Inghirami"
Ombra della sera alla carriera FRANCA VALERI
E' un'artista completa:
attrice di teatro e cinema, drammaturga, scrittrice, regista. Con occhio sensibile
e acuto senso ironico, ha descritto vizi e virtù dell'Italia dal boom economico
ai giorni nostri. Poliedrico e incomparabile talento, ci ha regalato alcuni tra
i personaggi femminili più rappresentativi della condizione della donna, declinati
in varie tipologie sociali, che sono diventati un classico del nostro teatro, e
un fondamentale riferimento per le nuove generazioni di attrici. Queste sono solo
alcune delle motivazioni di questo premio alla carriera, che quest'anno viene assegnato
a una grande signora del nostro teatro: Franca Valeri.
PREMIO "Jarro Giulio Piccini"
Ombra della Sera al giornalismo e critica teatrale
PINO STRABIOLI
Attore, regista,
giornalista, ha ideato un programma (su Rai 3), dove da anni conduce per mano gli
spettatori in un viaggio emozionante, fatto di storia e storie, cinema, ma soprattutto
teatro, approfondendo percorsi, incontrando protagonisti, rievocando miti del passato,
ricostruendo e comunicando vicende anche poco note, ma tanto importanti del mondo
dello spettacolo e della storia del paese, con rara sensibilità e attenzione. Queste
sono le motivazioni di questo premio al giornalismo di spettacolo, che quest'anno
viene assegnato a Pino Strabioli.
PREMIO "Giovan Cosimo Villifranchi"
Ombra della Sera alla drammaturgia
UGO CHITI
E' uno dei drammaturghi
più innovativi e interessanti del nostro panorama teatrale contemporaneo, per le
sue opere che spaziando dal comico al tragico, riescono a coinvolgere, divertire,
riflettere, per i contenuti e le intenzioni. Rappresenta un importante riferimento
per la nuova drammaturgia anche per l'attenzione al linguaggio, dovuta all'innata
dimestichezza con le argute simbologie e sonorità tipiche della sua terra natìa
(la Toscana). Le sue opere, rappresentate sempre con successo di pubblico e seguite
dalla critica più attenta, si avvalgono di interpreti di notevole calibro che con
lui hanno stipulato un sodalizio basato su un mix di empatia, professionalità, sensibilità
e attenzione ai “perchè” della vita. Riceve il premio alla drammaturgia di questa
edizione: Ugo Chiti.
PREMIO “In Scena”
Ombra della Sera al miglior spettacolo dell'anno
LEO GULLOTTA,
MASSIMO MONACI
Le storture e le
problematiche di un'umanità prigioniera di formalismi sterili che ne annullano le
energie positive e la solidarietà, oltre al tema perenne della “maschera”: scudo
e difesa, mezzo per dimostrare come l'essere e l'apparire siano categorie aleatorie
e strumentali, frutto delle convenzioni ipocrite di una società priva di valori
veri, sono argomento portante di questo spettacolo. L'opera, rappresentata per la
prima volta nel 1917 da Ruggero Ruggeri, si avvale oggi di un grande interprete
del nostro teatro: il maestro Leo Gullotta. Si tratta de: “Il piacere dell'onestà”
di Luigi Pirandello, prodotta dal Teatro Eliseo di Roma, con la regia di Fabio Grossi.
Quest'anno, “Il piacere dell'onestà” riceve il premio quale migliore spettacolo
della scorsa stagione
PREMIO "Franco Cristaldi"
Ombra della Sera per il cinema
MICHELLE CARPENTE
Ha iniziato la carriera
artistica giovanissima, a 14 anni, calcando il palcoscenico, carriera declinata
in seguito in ambiti cinematografici di successo, soprattutto presso un pubblico
di giovani, interpretando film diretti da Federico Moccia ed Eleonora Giorgi, pur
conservando il grande interesse per la la sua prima grande passione: il teatro.
Per la freschezza, l'entusiasmo, ma soprattutto per la professionalità e l'impegno
dimostrati, e d'esempio per i tanti giovani che vogliano intraprendere un serio
percorso artistico, il premio per il giovane talento viene quest'anno assegnato
a Michelle Carpente
PREMIO "Franco Porretti"
Ombra della Sera al volterrano illustre
UBALDO PANTANI
E' un artista poliedrico,
formatosi alla scuola del maestro Albertazzi. La sua è una comicità surreale, ai
limiti del paradosso, ma sempre vigile e attenta alla realtà e a un contesto sociale
che soprattutto oggi, è fonte inevitabile di ispirazione. Si cimenta con disinvoltura
fra teatro e televisione, ideando personaggi rappresentativi di un'umanità fatalista
e a volte ingenua, fatta di piccoli e anonimi uomini, ma anche imitando, con ironica
e arguta sensibilità, personaggi delle nostre istituzioni, portandone sul piccolo
schermo “vizi privati e pubbliche virtù”. Lo hanno reso noto al grande pubblico
le imitazioni di Gianfranco Fini, Francesco Cossiga, Piersilvio Berlusconi, Alain
Elkann, ospitate nella trasmissione Glob su Rai 3. Riceve il premio alla comicità
intitolato al volterrano Franco Porretti, l'attore Ubaldo Pantani.
L'Ombra della Sera 2009:
PREMIO "Tommaso Fedra Inghirami"
Ombra della sera alla carriera GIULIANA LOJODICE
PREMIO "Jarro Giulio Piccini"
Ombra della Sera al giornalismo e critica teatrale
MORENO CERQUETELLI
(rai 3)
PREMIO "Aulo Persio Flacco"
Ombra della Sera all'attore emergente
CAROLINA CRESCENTINI
PREMIO "Giovan Cosimo Villifranchi"
Ombra della Sera alla drammaturgia
EDOARDO ERBA
PREMIO “In Scena”
Ombra della Sera al miglior spettacolo dell'anno
ALESSANDRO GASSMAN
PREMIO "Franco Porretti"
Ombra della Sera al volterrano illustre
PAOLA e PATRIZIA
CIGNA
PREMIO "Velathri"
Ombra della Sera alla valorizzazione culturale del territorio
RENZO MACELLONI
e ANDREA BUSCEMI
PREMIO "UNESCO"
Ombra della Sera alla Cultura
CESARE LIEVI
consegnerà il premio il prof. Giovanni Puglisi
Presidente della Commissione Nazionale per l'UNESCO.
L'Ombra della Sera 2008:
PREMIO "Tommaso Fedra Inghirami"
Ombra della sera alla carriera Arnoldo Foa Nella sua pluriennale
carriera, ha portato in scena autori classici e contemporanei, interpretato più
di cento film, partecipato a produzioni televisive di livello, collaborato con registi
come Visconti, Streheler, Ronconi, Scola, Losey, Blasetti, Orson Welles, solo per
citarne alcuni. Si è cimentato anche nel doppiaggio, sua è la voce di altri grandi
attori come Anthony Quinn. E' inoltre drammaturgo, poeta, e regista lui stesso.
Artista a tutto tondo, ama sperimentarsi anche nelle arti figurative, esponente
e portavoce autorevole della cultura italiana nel nostro paese e nel mondo. Tra
i suoi film più famosi: Il processo, Cento giorni a Palermo, Il sorriso del grande
tentatore, Gente di Roma.
Queste alcune delle motivazioni per il premio alla carriera artistica intitolato
a Tommaso Fedra Inghirami, e assegnato quest'anno ad Arnoldo Foà.
PREMIO "Giovan Cosimo Villifranchi"
Ombra della Sera alla drammaturgia ed alla scrittura scenica
Giampiero Bona
Romanziere, poeta, sceneggiatore,
ha firmato fra l'altro produzioni rai di grande qualità e successo, come l'"Odissea"
e il "Leonardo" interpretato da Philippe Leroy.
Per le sceneggiature, ha collaborato con Luchino Visconti, e ha scritto l'opera
teatrale "Socrate" per Romolo Valli, testo mai rappresentato per la morte prematura
dell'attore.
La scrittura attenta e colta, pur immediata e fruibile, ne caratterizza
il tratto artistico sia come sceneggiatore che come drammaturgo. Con queste motivazioni,
riceve il premio alla drammaturgia titolato a Giovan Cosimo Villifranchi, lo scrittore
e sceneggiatore Gian Piero Bona.
PREMIO
"Giulio Piccini - Jarro"
Ombra della Sera al giornalismo e critica teatrale Emilia Costantini
L'Ombra della Sera 2007:
PREMIO "Tommaso Fedra Inghirami"
Ombra della sera alla carriera Gabriele Lavia Motivazione del premio
Per la dedizione, la passione, l’alta professionalità, e la coerenza dimostrata
sia come attore che come regista, riceve il premio alla carriera artistica intitolato
a Tommaso Fedra Inghirami, Gabriele Lavia.
PREMIO "Aulo Persio Flacco"
Ombra della Sera al giovane artista emergente
Silvia Siravo Motivazione del premio
La naturale freschezza, la sensibilità, la capacità empatica di compenetrare
ruoli altamente significativi nella drammaturgia sia classica che contemporanea,
fanno di questa giovane attrice una sicura promessa nel panorama teatrale di più
alta concezione.
PREMIO "Giovan Cosimo Villifranchi"
Ombra della Sera alla drammaturgia ed alla scrittura scenica
Manlio Santanelli Motivazione del premio
Autore apprezzato non solo in Italia, ma anche all’estero, soprattutto in Francia,
dove i suoi testi sono da anni rappresentati con successo, e dove è salutato come
autorevole portavoce della drammaturgia contemporanea, si cimenta con disinvoltura
sia nella narrativa che nel teatro, operando sapientemente nel campo del linguaggio,
con una tecnica impeccabile basata sulla ricerca linguistica e sul paradosso, e
attraverso i contenuti: a volte ironici, a volte drammatici, o grotteschi, ma sempre
forti e significativi, dove i personaggi, risultano sempre teatralmente sorprendenti.
L'Ombra della Sera 2006:
PREMIO "Tommaso Fedra Inghirami"
Ombra della sera alla carriera
al maestro Roberto Herlitzka
PREMIO "Giulio Piccini - Jarro"
Ombra della Sera al giornalismo e critica teatrale
al direttore della rivista "In Scena" Nuccio Messina
Tommaso Fedra Inghirami
(1470-1516) Nato a Volterra nel 1470 all’età di tredici anni si trasferì a Roma
e grazie al concreto
contributo di alcuni volterrani che vi svolgevano importanti mansioni, proseguì
gli studi alla scuola di Pomponio Leto dove ebbe per compagno Alessandro Farnese
(futuro Papa Paolo III). SI dedicò con particolare passione alla rinascita del teatro
romano e lo strano soprannome di Fedra o, meglio ancora, Fedro (dato che in tal
modo egli era solito sottoscriversi nelle sue lettere) gli derivò proprio dall’aver
impersonato mirabilmente quella parte femminile in una rappresentazione dell’IPPOLITO
di Seneca fatto allestire nel 1488 davanti alla residenza del conte Girolamo Riario
in Piazza della Cancelleria a Roma.
A rendere memorabile quella sua interpretazione fu il fatto che essendosi rotta
improvvisamente una macchina teatrale senza la quale la rappresentazione della tragedia
non poteva proseguire, egli senza scomporsi minimamente, trattenne il pubblico improvvisando
in versi latini, finché la macchina non fu riparata. Il soprannome così acquisito
(con suo compiacimento) gli restò sempre legato, ed anzi si trasmise anche alle
sue cose (es. gli Orti di Fedra, una vigna posta sul Palatino, vicino S.Marco conosciuta
fin oltre il cinquecento).
L’Ariosto lo immortalò nell’Orlando Furioso (XLVI,13) tra i letterati riuniti attorno
al Cardinale Farnese. Nel 1509 conobbe il grande Raffaello Sanzio che lo ritrasse
nel celebre dipinto che si conserva oggi nella galleria Palatina di Palazzo Pitti.
Teatralmente fu anche l’artefice di una regia passata alla storia del teatro italiano,
la messa in scena del Poenelus di Plauto, in occasione della cittadinanza onoraria
di Roma, conferita ai fratelli De’ Medici nei primi anni del 500. Una rappresentazione
per le vie della Capitale che ebbe come scenografia i palazzi e le piazze della
Roma Rinascimentale.
Ma parlare di Tommaso Fedro Inghirami riferendosi solo all’aspetto teatrale potrebbe
essere riduttivo, egli fu un grande umanista e uomo di cultura tra i più apprezzati
del suo tempo, ma questa non è la sede per dilungarsi oltre.
Giulio Piccini - Jarro
Giulio Piccini in arte Jarro (Volterra, 1849 – Firenze, 1915) è stato
uno scrittore italiano.
Fu autore prolifico, erudito e popolare in un sol tempo, e certo tra i suoi contemporanei
lasciò un segno non indifferente. Romanziere popolare e non, studioso di letteratura
e storico, giornalista, critico teatrale attento, umorista “giallista”, esperto
dell’arte culinaria, intimo di Gabriele d'Annunzio durante la permanenza del Vate
a Firenze. I suoi libri si ritrovano, con una certa facilità, nelle collezioni private
e nelle biblioteche poiché godeva di stima tanto fra i “colti” quanto tra i lettori
più semplici. E basterebbe la pubblicazione, a sua cura, degli scritti di Dante
Alighieri, di Andrea Cavalcanti, di Pietro Giordani, di Guido Vernani e di Jacopo
Alighieri, di cui la sua bibliografia è ricca, per intuire che Jarro era anche un
autentico erudito.
Conobbe un discreto successo a partire dagli anni ottanta del XIX secolo “quando
la fiorentina La Nazione accoglieva nelle sue colonne, settimana per settimana,
i motti i frizzi le note le piacevolezze gli articoli in cui – tra il faceto e il
serio – il brio e la cultura di Jarro facevano, da ottimi alleati, le prove più
saporite, spasso e interesse del pubblico fine Ottocento, certo meno scaltro ed
esigente di quello d’oggi, in fatto di salse piccanti e di pimentati intingoli,
ma provvisto di non minor gusto e di non meno sagace intelligenza”.
Pubblicò volumi leggeri e intriganti sul teatro, a carattere critico, umoristico
e aneddotico, parlando di cantanti, attori e attrici, acrobati, concertisti, musicisti,
mimi e ballerine; biografie di uomini politici; romanzi popolari e un volume che,
già nel 1910, apriva le porte alla nuova arte del cinema.
Aulo Persio Flacco
Aulo Persio Flacco (Volterra, 34 d.C - Roma, 62 d.C) compì
i propri studi presso il Grammatico Remmio Palemone e il Rettore Virginio Flavo,
abbandonando la toga praetexta alletà di sedici anni e segue il filosofo stoico
Anneo Cornuto apprendendo l'insegnamento di Orazio e, così, di Lucano e Seneca.
L'unica sua opera rimastaci è un volume contenente sei satire, pubblicato postumo,
strutturate per lo più in forma dialogica, prevalentemente invettive alla falsità
(falsi poeti, pigri e avari). La quinta è un ringraziamento al maestro A. Cornuto
e rappresentano, senza mezzi toni, gli aspetti degradanti della vita imperiale,
tutto secondo l'ideologia stoica. Marco Valerio Probo disse di lui: «natus in Etruria
Volateri eques romanus sanquine et affinitate primi ordinis viris cognunctus»
Giovan Cosimo Villifranchi
(1646-1698) Nato a Volterra nel marzo del 1646 manifestò assai presto
qualità non comuni tanto che a 15 anni conosceva assai bene già il Latino, il francese,
il greco e l’ebraico. Dopo i primi studi compiuti a Volterra passò dapprima a Siena
dove studiò filosofia, medicina, poesia e legge, e quindi a Pisa dove fu allievo
del filosofo galileiano Giovanni Andrea Albizini e dove all’età di 16 anni pubblicò
l’opuscolo “Philosophica asserta ex lucubrationibus praestantissimi viri Galilei”
All’età di 19 anni fu professore straordinario di Filosofia nell’Università di Pisa.
Ricevuta la nomina a Medico fiscale dal Granduca Ferdinando II entrò in contatto
con alcuni dei maggiori letterati italiani dell’epoca e si guadagnò prestissimo
un’ottima reputazione sia come medico che come letterato. Egli iniziò una ricca
produzione di operette “se non tutte originali, tutte al certo bizzarre e dilettevoli”
(Maffei) ovvero commedie, drammi per musica, prologhi e finali (pure in musica)
per commedie in prosa, molte delle quali vennero rappresentate per rallegrare le
veglie della villa granducale di Pratolino. Tra queste quelle da ricordare sono
“L’Armanda, ovvero le stravaganze del caso” opera scenica in prosa con prologo in
musica, “La Serva favorita” dramma per musica, “L’ipocondriaco” dramma musicato
dal bolognese Giovan Battista Benini, Tutti prologhi e i finali per musica che il
Villifranchi compose furono pubblicati nel 1737, altre opere drammatiche invece
restarono inedite, compose inoltre prologhi per alcune commedie dell’amico Giovan
Battista Ricciardie di due di queste propose anche una trasposizione in musica (
“la forza del sospetto” e “ Il Trespolo tutore”). Fu autore inoltre di numerose
Novelle e componimenti poetici, e non poche Canzoni Morali e il Panegirico di 87
ottave composto per il re di Polonia allorché nel 1683 liberò Vienna dall’assedio
dei Turchi. Notevole fu infine il contributo prestato all’amico Paolo Minucci nell’elaborazione
del suo vastissimo commento al “Malmantile” di Lorenzo Lippi che pubblicò sotto
lo pseudonimo di Puccio Lamoni. Giovan Cosimo si spense a Firenze il 12 marzo 1698
fu sepolto nella
Chiesa di Santa Croce, nel sepolcro della famiglia Giorgini (famiglia della moglie).
Il Verso, L'afflato, Il Canto — Teatro Romano Volterra