CLITENNESTRA IL PROCESSO con Valeria Contadino 05/07/2019


Descrizione

PRIMA NAZIONALE
Clitemnestra è passata alla storia, grazie
alle descrizioni di Omero (Odissea) ,di
Eschilo (Orestea), di Euripide (Ifigenia in
Aulide), tutte figure maschili, come il
prototipo della donna infame, il mostro
che ha commesso l’orrendo delitto di
uccidere lo sposo appena tornato dalla
guerra. La donna che dà libero sfogo alle proprie passioni , un modello di donna opposto a quello
di Penelope, sposa di Ulisse, che aspetta il ritorno del marito mantenendosi a lui fedele. Questa
lettura, tutta al maschile, delinea solo una parte del profilo di questa figura “inquietante” della
mitologia greca .
Nella ri-scrittura di Alma Daddario la vicenda viene tradotta in una polifonia di condanna : tutte le
voci del mito, Cassandra, Agamennone, Oreste ed Elettra intervengono - ora carnefici, ora vittimeper
confermare una sentenza/giudizio già scritta. Il senso comune, l’opinione diffusa si fanno coro
- strumento e amplificazione - di un verdetto esemplare che contrappone le azioni maschili da
quelle femminili, riconoscendo legittimità alle prime e condanna alle seconde.
Nella messainscena, in forma di teatro e danza e musica, Clitennestra non cerca assoluzioni, non si
giustifica per le azioni compiute, ma ripercorre ogni istante dello sgomento per la violenza subita,
provata, vissuta …. prima come giovane sposa e madre, poi come madre e regina, infine come
regina e donna. Sgomento infine per una esistenza/resistenza fatta di isolamento e di
incomprensione.
Il destino di Clitemnestra, figlia di Leda e Tindareo, era segnato fin dalla nascita da una maledizione
di Afrodite che l’aveva condannata, assieme alla sorella Elena, ad essere adultera. La giovane
Clitemnestra fu data in sposa al re di Pisa, città del Peloponneso, Tantalo, e da lui ebbe anche un
bambino.
A questo punto le vicende umane di Clitemnestra ed Agamennone si incrociano. Agamennone, re di
Micene, mosse guerra a Pisa: la conquistò e uccise Tantalo. Ma la sua ira non si fermò qui, prese il
bambino che Clitemnestra stringeva al seno, e lo scagliò contro una roccia, uccidendolo.
Clitemnestra fu dunque vittima di una delle più turpi violenze, e costretta a divenire moglie
dell'assassino di suo marito e di suo figlio.
Da Agamennone ebbe quattro figli: Ifigenia, ( , significa “nata da violenza”.) Ἰφιγένεια che fu la sua
sola consolazione, Crisotemi, Elettra e Oreste. Ma la vicenda si complica ulteriormente. Dopo il
rapimento di Elena, quando i principi dell'Ellade si riunirono nel porto di Aulide per salpare alla
volta di Troia e dare inizio alla guerra, il vento non si alzava costringendo la flotta a restare ancorata
nel porto. Agamennone decise di sacrificare sua figlia Ifigenia. Malgrado le suppliche di Ifigenia e
quelle di Clitemnestra, la ragazza venne sacrificata.
All’interno di questo mito, la figura centrale, Clitemnestra, compie una progressiva trasformazione:
da vittima della violenza di Agamennone, a giustiziere e carnefice dei torti subiti. Nasce come
“vittima” che subisce, per la morte del marito Tantalo e del figlioletto, poi l’inganno e
successivamente l’uccisione dell’amata Ifigenia, subisce il tradimento con la “preda di guerra”
Cassandra. Motivi per odiare ne aveva , e Il dolore per la perdita dei figli diventa un tormento
insopportabile e la mente trasforma il dolore in un odio feroce, senza limiti. Prima il tradimento
con Egisto ,poi l’istinto omicida prende il sopravvento sulla ragione. Non le basta la morte del
marito, la sua furia si scarica anche verso l’incolpevole Cassandra e sui gemelli avuti, cerca di
uccidere anche il figlio, ma Oreste viene salvato dalla sorella Elettra e condotto in Focide.
Clitemnestra è una donna infelice, il suo non è un matrimonio d’amore ma l’imposizione della legge
del più forte. Subisce la violenza più atroce che si possa sopportare, l’uccisione dei figli sotto i
propri occhi, partecipando, da madre, ai loro gemiti di morte. Non c’è nessuno che la difenda o
prenda le sue parti. E’ sola con la propria disperazione. Così si fa giustizia da sola. E’ un’assassina, e
come il pensiero “comune” richiede, non può essere assolta …. . Ben diverso sarà il verdetto su
Oreste, il matricida, che viene perdonato del suo orribile delitto con una sentenza incredibile: “non
è la madre la generatrice di quello che è chiamato suo figlio, ma la nutrice del germe in lei
seminato, il generatore è colui che ha seminato”. … e il caso Clitemnestra deflagra oltre il giudizio
e gli aspetti razionali per diventare mito.


scritto da Alma Daddario
con Carlotta Bruni, Rosa Merlino, Paola Saribas, Matteo Gentiluomo, Luca Piomponi e VALERIA CONTADINO
egia: Sebastiano Tringali
direzione Aurelio Gatti



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